BF HOLDING, LANCIATA OPA A 5 EURO
Bf, Vecchioni e Dompé lanciano l’Opa per avere il 100% (ma la società resterà in Borsa)
Piazza Affari premia l’operazione che vale oltre 660 milioni. Le due società acquisteranno azioni in misura pari ovvero per il 50% ciascuna e si impegnano a stipulare un patto parasociale
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| BF HOLDING giornaliero |
Riassetto in casa Bf spa, che va a inaugurare la nuova fase di un progetto strategico. Ieri Federico Vecchioni, presidente esecutivo di Bf, e Dompé Holdings hanno annunciato il lancio congiunto di un’Opa sul restante 50,8% che non è ancora in loro possesso a 5 euro per azione, riconoscendo un premio del 13,80% rispetto ai 4,394 euro del prezzo di chiusura in Borsa della vigilia. Vecchioni con Arum detiene il 24,147% e Dompé Holding il 24,975%: entrambi non escludono di continuare ad acquistare sul mercato prima dell’operazione. Piazza Affari ha apprezzato l’operazione di consolidamento azionario e maggiore efficienza che si verrà a creare, spingendo il titolo Bf a +12% a 4,93 euro, a ridosso del valore dell’offerta. La società agroindustriale non verrà delistata e i due offerenti si impegnano al ripristino del flottante nel caso vengano a detenere una partecipazione di almeno il 90% del capitale. Sia Arum che Dompé hanno sottoscritto un accordo quadro che disciplina i termini dell’offerta e prevede che le due società acquistino azioni in misura pari ovvero per il 50% ciascuna e l’impegno a stipulare un patto parasociale. L’offerta punta a riscattare le quote in mano agli altri azionisti come Eni (5,3%), Fondazione Cariplo (5,791%), Inarcassa (4%), Ismea (4,3%), ma anche quelle dei soci al di sotto delle soglie Consob o degli azionisti storici che hanno seguito sinora il percorso di Bf, quali il gruppo Ocrim di Cremona, il big alimentare Inalca, e poi Intesa Sanpaolo.
Tra l’ottenimento dell’autorizzazione Consob, l’avvio dell’offerta e il suo termine è probabile che il periodo di adesione si concluda a fine luglio.
Già nel 2014 la società, con sede a Jolanda di Savoia (Ferrara) era rinata attraverso un’opa: Bonifiche Ferraresi Holding rilevò le quote di maggioranza (60,3%) detenute dalla Banca d’Italia. Il gruppo ha un valore della produzione di 1,5 miliardi (2024) e gestisce 7.750 ettari di superficie agricola, si occupa di vendita e commercializzazione di prodotti agricoli, e ospita un polo tecnologico agroindustriale.

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