PETROLIO SOPRA I 100 DOLLARI AL BARILE: DOW JONES -1,08%
Wall Street: apertura in calo (Dj -1,08%) con petrolio Wti sopra i 100 $ al barile
Apertura in calo a Wall Street, con il petrolio statunitense che ha superato i 100 dollari al barile per la prima volta dal 2022, alimentando la preoccupazione per un contesto di stagflazione per l'economia statunitense, caratterizzato da un'inflazione crescente e da una crescita in rallentamento.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha scritto che un aumento dei "prezzi del petrolio a breve termine" e' un "prezzo molto basso da pagare" per distruggere la minaccia nucleare iraniana. "Non possiamo escludere un mercato ribassista, se gli investitori iniziano a prevedere uno scenario di stagflazione, alla stregua degli anni '70", ha scritto Ed Yardeni, presidente e responsabile della strategia di investimento di Yardeni Research. "Se lo shock petrolifero persiste, il doppio mandato della Fed si troverebbe incastrato tra il crescente rischio di un'inflazione più elevata e l'aumento della disoccupazione". Yardeni ha aggiunto di rimanere ottimista sul fatto che la guerra si risolvera' in poche settimane e il suo scenario di base prevede ancora un boom economico trainato dalla tecnologia e un mercato rialzista. In avvio, il Dow Jones cede 513,06 punti (-1,08%), lo S&P 500 perde 60,41 punti (-0,90%), il Nasdaq e' in calo di 176,84 punti (-0,79%). Il petrolio Wti al Nymex guadagna ora il 9,85% a 99,85 dollari al barile.
Sull'azionario, in rialzo i titoli delle società petrolifere, grazie all'impennata del prezzo del greggio dovuta alla guerra in corso con l'Iran: Talos Energy sale dell'1%, Chevron ed ExxonMobil dello 0,2%, Northern Oil and Gas guadagna lo 0,7%, ConocoPhillips lo 0,5%. Il titolo di Hims & Hers Health guadagna il 36%, dopo che Bloomberg News ha riportato, citando una fonte vicina alla vicenda, che l'azienda ha stretto un accordo con Novo Nordisk (+0,5%) per vendere il popolare farmaco dimagrante dell'azienda farmaceutica danese sulla sua piattaforma. L'accordo pone fine a una causa legale che mirava a impedire a Hims di vendere una imitazione di Wegovy. Il titolo di Live Nation Entertainment sale del 6,3%, dopo che Bloomberg ha riportato che la società che organizza eventi dal vivo e' vicina a un accordo con il dipartimento di Giustizia statunitense sul suo presunto monopolio sul settore dei concerti. Tra i titoli in calo, quelli minerari, a causa del rafforzamento del dollaro: Freeport-McMoRan perde il 5%, Newmont il 4,3%, Albemarle il 2%. La guerra pesa poi sulle compagnie aeree e di navigazione: Delta Air Lines perde il 5,7%, American Airlines e United Airlines cedono, rispettivamente, il 5,5% e il 6,7%; Royal Caribbean, Carnival e Norwegian cedono rispettivamente il 6,7%, il 7,6% e il 6,3%.





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