FTSE MIB COMMENTO PREAPERTURA 24/03/2026
BORSA: commento di preapertura
Le principali piazze europee sono attese in calo in avvio di giornata.
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| FTSE MIB giornaliero |
Focus sempre sulla situazione in Medio Oriente. Il presidente Usa Donald Trump ieri ha detto che gli Stati Uniti e l'Iran "hanno avuto, negli ultimi due giorni, colloqui molto positivi e produttivi riguardo a una risoluzione completa e totale delle nostre ostilità in Medio Oriente", mentre il ministero degli Esteri di Teheran ha negato di essere in trattative. Sul fronte dei dati macroeconomici, si segnalano i Pmi di marzo in Francia (09h15), Germania (09h30), nell'intera Eurozona (10h00) e negli Stati Uniti (14h45). "Considerato l'elevato grado di incertezza che sta caratterizzando l'economia e i mercati finanziari e tenuto conto dello stretto legame tra energia, economia e mercati, abbiamo provato a delineare tre scenari basati sia sul livello che sulla persistenza dei prezzi del petrolio", commenta Antonio Tognoli di Cfo Sim.
"Picco brusco ma di breve durata (probabilità del 60%). Questo", spiega l'esperto, "è lo scenario base della maggioranza degli analisti. Questi ipotizzano che i prezzi del petrolio Wti si attestino in un intervallo compreso tra circa 90 e 100 dollari, per poi moderarsi a 70-80 dollari entro la fine dell'anno. I flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz rimangono limitati almeno per parte del secondo trimestre, ma iniziano a normalizzarsi gradualmente in seguito. In questo scenario, l'inflazione complessiva probabilmente supererà il 3% prima di attenuarsi nel corso del 2026, mentre la crescita statunitense rallenterà leggermente al di sotto del trend.
La Fed effettuerà un taglio dei tassi verso la fine dell'anno, i rendimenti dei titoli di Stato resteranno in un intervallo limitato e le azioni statunitensi sovraperformeranno nel breve termine". Il secondo scenario, prosegue Tognoli, è quello di uno "shock petrolifero (probabilità del 30%). Nello scenario peggiore, i prezzi del petrolio schizzano a 120 dollari o più e rimangono elevati per diversi mesi, mentre il conflitto persiste e i danni alle infrastrutture energetiche interrompono le forniture. In questo scenario, l'inflazione accelera verso il 4% e rimane elevata fino a tutto il 2026, prima di rallentare più bruscamente nel 2027.
La crescita economica rallenta in modo più significativo, la disoccupazione aumenta, ma l'economia evita la recessione. La Fed mantiene i tassi invariati quest'anno, ma effettua almeno due tagli nel 2027 in risposta ai crescenti rischi per la crescita. I rendimenti obbligazionari inizialmente aumentano per poi diminuire bruscamente, e l'S&P 500 subisce una correzione di circa il 10-15%". Terzo e ultimo scenario è quello della "rapida de-escalation (probabilità del 10%).
Lo scenario migliore prevede un rapido calo dei prezzi del petrolio nelle prossime settimane, verso i 70 dollari, con la de-escalation del conflitto e la normalizzazione dei flussi energetici. In questo caso, si verificherebbe un temporaneo aumento dell'inflazione nei dati di marzo e aprile, seguito da un rapido ritorno alla disinflazione, che consentirebbe alla Fed di tagliare i tassi due volte nella seconda metà dell'anno per stimolare la crescita. I rendimenti obbligazionari diminuirebbero, i mercati azionari registrerebbero un rally e le aree più cicliche del mercato, tra cui le small cap e i titoli esteri, sovraperformerebbero", conclude l'esperto.

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