FTSE MIB COMMENTO PREAPERTURA 16/03/2026
BORSA: commento di preapertura
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| FTSE MIB giornaliero |
Avvio di seduta atteso poco mosso per le principali piazze europee. Focus sempre sulla situazione in Medio Oriente, con la Casa Bianca che cerca di formare una coalizione per affrontare il tema della chiusura dello stretto di Hormuz. Sul fronte dei dati macro, in Cina la produzione industriale nei primi due mesi dell'anno è salita del 6,3% a/a, con un +0,83% m/m a febbraio rispetto a gennaio. Dagli Stati Uniti si attendono alle 13h30 l'indice Empire Manufacturing di marzo e alle 14h15 la produzione industriale e l'impiego di capacità produttiva a febbraio.
Intanto, sale l'attesa per la riunione della Fed, che mercoledì renderà note le proprie decisioni di politica monetaria. Il mercato assegna una probabilità prossima al 100% a tassi fermi, mentre i riflettori, spiega Antonio Tognoli di Cfo Sim, sono "per le nuove stime economiche e il discorso di Powell. Venerdì scorso, la seconda lettura del Pil statunitense è stata decisamente minore rispetto alla lettura flash: +0,7% (la performance più debole dal primo trimestre del 2025) contro +1,4% della stima preliminare. La spesa dei consumatori è rallentata più del previsto (2% contro 2,4% nella stima preliminare), poiché gli acquisti di beni (0,4%) e servizi (2,7%) si sono raffreddati. Anche gli investimenti fissi sono aumentati meno del previsto (1,6% contro 2,6%), principalmente a causa di un calo più marcato nelle strutture (-7,1%), mentre gli investimenti in attrezzature (3,9%) e prodotti di proprietà intellettuale (5,7%) sono rimasti robusti. Gli investimenti residenziali sono quasi stabilizzati (-0,5%). Le esportazioni sono diminuite a un ritmo più veloce del 3,3%, rispetto alla stima iniziale di un calo dello 0,9%, segnando la contrazione più grande dal secondo trimestre del 2023. Anche le importazioni sono scese (-1,1% contro -1,3%). Nel frattempo, la spesa e gli investimenti del governo si sono contratti bruscamente (-5,8% contro -5,1%), sottraendo 1,03 punti percentuali dalla crescita complessiva, a causa della chiusura del governo". "Per l'intero 2025", prosegue l'esperto, "l'economia statunitense è cresciuta del 2,1%, leggermente al di sotto della stima iniziale del 2,2% e in calo rispetto al 2,8% del 2024.
A due settimane dall'inizio del conflitto con l'Iran, i prezzi dell'energia sono aumentati vertiginosamente, aggiungendo un nuovo rischio di inflazione da costi a un contesto già fragile. Gli ultimi dati sull'indice dei prezzi al consumo statunitensi (Cpi) e sulla spesa per consumi personali (Pce) hanno evidenziato un ulteriore rallentamento dell'inflazione grazie ai contenuti aumenti del prezzo dell'energia, ma sono stati calcolati prima dell'inizio del conflitto con l'Iran. A marzo, viceversa, è atteso un aumento sia dell'inflazione sia Cpi che Pce, che sarà tanto maggiore quanto i prezzi della benzina e dell'energia in generale rimarranno elevati".

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