PROFIT WARNING DI STELLANTIS: MAXI ONERI DA 22,2 MILIARDI!
Stellantis (-25%) precipita ai minimi, broker spiazzati dal maxi profit warning
Brusca battuta d'arresto per Stellantis a Piazza Affari dopo il profit warning con una perdita netta tra 19 e 21 miliardi di euro attesa per il secondo semestre, i maxi oneri da 22,2 miliardi per reimpostare il business piu' ampi del previsto, le guidance 2026 peggiori delle attese e la sospensione del dividendo a causa dei risultati, mentre gli analisti si attendevano che "rimanesse almeno una cedola simbolica".
A poco servono gli spiragli positivi, come il fatto che le consegne consolidate globali sono viste in rialzo del 9% a 1,5 milioni di unita' nel quarto trimestre e dell'11% a 2,8 milioni nel secondo semestre. E il fatto che il Ceo, Antonio Filosa, puntando l'indice contro "criticita' pregresse" e "una sovrastima del ritmo della transizione energetica", abbia parlato di un male necessario per rilanciare il business e riportare il gruppo su una traiettoria di crescita e maggiore redditivita', spiegando che le azioni correttive avviate nel 2025 stanno gia' cominciando a dare frutti.
Cosi' il titolo e' arrivato a cedere il 25% e, dopo essere stato fermato varie volte per eccesso di ribasso, scambia al momento in calo del 21,65% a 6,39 euro per azione, il livello piu' basso dalla nascita della societa' dopo la fusione tra Psa e Fca, effettiva da gennaio 2021.
"I dati sono stati peggiori delle attese. Sono stati annunciati oneri straordinari per 22,2 miliardi di euro con cash out di 6,5 miliardi da spalmare su quattro anni, superiori alle nostre attese (oltre 2 miliardi di cash out) e del consensus", sottolineano gli analisti di Equita, secondo cui "anche le stime per il secondo semestre 2025 e le guidance 2026 sono inferiori alle attese".
Nel dettaglio, i ricavi netti del secondo semestre sono attesi tra 78 e 80 miliardi di euro e l'Aoi tra -1,2 e -1,5 miliardi. E' vista una perdita netta tra 19 e 21 miliardi e un cash flow dalle attivita' operative tra -2,3 e -2,5 miliardi. Il free cash flow delle attivita' industriali e' atteso tra -1,4 e -1,6 miliardi.
Tenendo conto della perdita netta del 2025, l'azienda non distribuira' dividendi nel 2026. Inoltre, il Cda di Stellantis ha autorizzato l'emissione di obbligazioni ibride perpetue subordinate non convertibili, fino a un importo massimo di 5 miliardi. "Sebbene alla luce delle recenti notizie ci aspettassimo delle importanti svalutazioni/oneri straordinari (riallineamento portafoglio prodotti, ridimensionamento supply chain e ristrutturazione), la dimensione e' nettamente piu' ampia delle attese", spiegano gli analisti di Intermonte, sottolineando che "i risultati 2025 e la guidance 2026 riflettono da un lato un ritorno alla crescita, ma sono ancora fortemente penalizzati dalla profonda ristrutturazione".
Ricavi ed Ebit adjusted potrebbero attestarsi attorno a 162 miliardi e 5 miliardi rispettivamente. "Nel complesso le notizie non sono positive per via dell'entita' della svalutazione, del taglio del dividendo e di una guidance 2026 che seppure in recupero mostra che il turnaround richiedera' piu' tempo", aggiungono gli esperti. Guardando avanti, dunque, "il gruppo va verso un percorso lungo, con significative difficolta' per riorganizzare l'attivita' e ancora nessuna notizia sulla riduzione della capacita' produttiva", dicono gli analisti di Citi, preoccupati soprattutto per il fatto che "la societa' prevede ora un nuovo cash burn nel 2026, con il 2027 ancora altamente incerto date le tendenze generali dei prezzi del settore".
Inoltre, visto che gli oneri annunciati "non includono alcuna chiusura di stabilimenti, non riteniamo che la notizia ripristini completamente la base di costo di Stellantis, cosa probabilmente necessaria vista la riduzione delle quote di mercato". Secondo Citi, dunque, la futura e necessaria risalita di Stellantis "comportera' molto probabilmente una riduzione della capacita' produttiva per ripristinare completamente le attivita' in Nord America e in Europa".
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